Brescia post virus: ‘Troviamo nuovi modelli ambientali’

Cosa dobbiamo fare  

Il virus può insegnarci molto. Soprattutto, la quarantena e il blocco del traffico obbligato, facendo crollare i livelli di inquinamento, possono aprirci una strada sostenibile per il futuro. 

Ne è convinto Sergio Vergalli, professore di economica all’Università degli studi di Brescia, che spiega al Corriere della Sera in che modo la vita dopo il virus si può evolvere su parametri di migliore sostenibilità ambientale (e quindi di salute). 

Una ripartenza green

La soluzione si ha “continuando nel percorso già iniziato verso il risparmio energetico, la diffusione della mobilità elettrica e l’utilizzo delle energie rinnovabili, che insieme a modalità diverse di organizzazione del lavoro (smart working) possono dare un sostanziale contributo alla riduzione degli effetti negativi di un’altra grande emergenza sanitaria che viviamo costantemente da anni: quella causata dall’inquinamento atmosferico, responsabile ogni anno di circa 7 milioni di morti nel mondo” spiega Sergio Vergalli. 

Sulla mobilità: “Bene i sussidi previsti per la mobilità sostenibile ma a causa del distanziamento sociale treni e bus sono mezzi vuoti; si devono necessariamente aumentare i fondi per il trasporto pubblico locale o assisteremo all’aumento del traffico privato”. 

Perché del resto, ricordiamo, pare che il virus sia stato agevolato nel suo spostarsi anche dalla situazione dell’inquinamento in pianura padana. 

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