Polizze vita dormienti: l’Ivass scende in campo

L’Ivass scende in campo per indagare sul fenomeno delle polizze vita dormienti.

polizze vita

L’Ivass, autorità che vigila sull’andamento del mercato assicurativo, torna ad occuparsi delle cosiddette polizze vita dormienti, ovvero di quelle polizze che non sono più state liquidate ai beneficiari e che giacciono presso le casse delle compagnie. Parliamo di polizze per il caso di morte dell’assicurato, di cui evidentemente i familiari non erano a conoscenza, ma parliamo anche di polizze di risparmio giunte a scadenza e mai riscosse per motivi ancora tutti da chiarire.

Le norme attuali prevedono che una volta trascorso il periodo di prescrizione, oggi pari a dieci anni, gli eventuali beneficiari perdono ogni diritto e le somme rimaste dormienti vengono versate da parte delle compagnie a favore del Fondo Rapporti Dormienti istituito e curato dalla Consap.

Proprio per favorire la restituzione dei risparmi ai loro legittimi destinatari, l’Ivass ha avviato un’indagine per capire prima di tutto l’ampiezza del fenomeno e per indagare in merito a come le compagnie di assicurazione stiano affrontando la questione. L’Istituto, detto in altre parole, vuol verificare nel concreto come le compagnie stiano lavorando per accertare l’eventuale decesso degli assicurati e rintracciare quindi i legittimi beneficiari delle polizze.

Inoltre da qualche anno a questa parte, l’Ania, col tentativo di accelerare la restituzione delle suddette somme, sta cercando di mettere la parola fine al problema degli eredi che sanno di dover riscattare una polizza vita ma che non sono al corrente di quale compagnia l’abbia in cura. In casi di questo genere, quindi, l’Ania fa da tramite tra gli eredi e le compagnie assicurative per cercare di metterli in contatto tra loro.

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