Brescia, 7.500 nuovi casi di tumore l’anno: triste record

I dati che spaventano 

Dati che fanno paura, record orribili, che fanno riflettere: Brescia stima circa 7.500 nuove diagnosi di tumore ogni anno. Un primato davvero triste e che fa pensare, quello della provincia lombarda: cinque bresciano su cento, statisticamente, sono malati di tumore.

In controtendenza coi dati nazionali, le diagnosi di tumore a Brescia continuano ad aumentare, come sostiene l’Agenzia di Tutela della Salute che conferma che quasi un bresciano su tre muore di tumore, il 31,2% dei decessi. Nel 2018, i decessi a causa di queste patologie sono stati 3.358, un vero allarme per la salute. Senza contare i tumori della pelle, ogni anno ci sono circa 7.500 nuove diagnosi, in totale 63mila bresciana su 1,2 milioni sono malati di tumore oggi come oggi. 

La parola dell’oncologo 

“Quando mi chiedono se il tumore è una patologia mortale, non posso che rispondere di sì. Poi, però, bisogna fare dei distinguo ed un ragionamento. Oggi, se si escludono alcune forme specifiche, l’intervallo tra la diagnosi e il decesso è lunghissimo. Insomma, si muore con il tumore e non per il tumore. È cambiata la sensibilità della popolazione, per cui maggiori sono i controlli ed è possibile in molti casi diagnosticare la malattia allo stadio iniziale aumentando la possibilità di cura. Sono cambiate anche le strategie terapeutiche: posso serenamente affermare che se si sommano diagnosi precoce e farmaci innovativi, tra cui l’immunoterapia, gli anni guadagnati mediamente dalla diagnosi sono undici, tre per merito della prima e otto grazie alle terapie. Se si arriva tardi, quando il tumore è già avanti, in media si vive comunque ancora otto anni dopo la diagnosi quando fino a pochi anni fa al massimo gli anni erano due” riporta l’oncologo Vittorio Ferrari, citato su Il Giornale di Brescia. 

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