Brescia, via al tampone dal medico di base

Rivoluzione a Brescia 

Come rendere la diagnosi del coronavirus più semplice possibile e più accessibile possibile ai cittadini? Semplicemente, con il tampone dal medico di base. 

Non tutti i medici di base però sono d’accordo. Qualcuno la ritiene un’opportunità, come il dottor Angelo Rossi, bassa bresciana, che parla di un ‘anello mancante’ nella catena di prevenzione. 

“Ben venga questo strumento che ci permette di tracciare meglio il contagio” spiega Marcello Berardi, segretario provinciale Simpef. Altri sottolineano come comunque la valutazione clinica rimanga di importanza fondamentale, del resto si sa, il tampone può dare anche falsi negativi. 

Previsto tampone a domicilio 

“Finalmente la Federazione italiana medici di medicina generale può fare una diagnosi precoce dei nostri pazienti sintomatici e, se il tampone è positivo, metterli in isolamento. Così come potremo mettere in quarantena i contatti della persona e prescrivere eventualmente anche a questi ultimi il test diagnostico” commenta Angelo Rossi, segretario provinciale della Fimmg. 

“Visto che il tampone può dare un 30% di falsi negativi la valutazione clinica resta comunque importantissima. In base a questa valutazione, sceglieremo poi se mandare il paziente in ospedale oppure permettergli di rimanere a casa” spiega Rossi. Previsto il tampone a domicilio per i pazienti che non possono raggiungere l’ospedale in autonomia. 

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