Il virus cinese e le imprese bresciane

Il virus inginocchia l’economia

Il coronavirus non è solo un rischio per la salute e causa del panico mondiale, ma anche un boomerang per i rapporti economici fra Italia e Cina. 

Del resto, “Il nuovo coronavirus in Cina crea incertezza per le prospettive di crescita dell’economia globale, anche se parte dei rischi collegati alle tensioni commerciali sono diminuiti” lo ha detto perfino il presidente della FED, Jerome Powell. 

Anche la Gefran, impresa bresciana 

Cosa è a rischio? Il lusso è uno dei settori del made in Italy che va di più in Cina, comprese le vendite online. Senza parlare di viaggi e turismo. 

“Gli imprenditori sono molto preoccupati. Il fermo degli stabilimenti cinesi prolungato al 9 febbraio mette a rischio gli ordini in programma nelle prossime settimane. I settori che ne risentiranno di più sono quelli legati al distretto dei metalli, all’utensileria e gran parte della subfornitura” dice presidente di Apindustria Brescia, Douglas Sivieri. 

La Gefran, industria di Provaglio d’Iseo, è una di quelle che soffre del blocco imposto dal governo locale. “Il governo della municipalità ha prolungato la chiusura del nostro stabilimento fino al 9 febbraio. Lo stabilimento è fermo. Siamo in contatto con tutti i dipendenti. Siamo costantemente informati sul loro stato di salute e quello delle loro famiglie. Ad oggi non abbiamo segnalazioni” spiega la vicepresidente della Gefran, Giovanna Franceschetti. 

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