Post-covid: crollo dell’uso dei mezzi pubblici 

Buco di 20 mln per Brescia Mobilità

Il post covid dimezza gli utenti del servizio di trasporto pubblico a Brescia. 58 milioni di passeggeri nel 2019, mentre nel 2020 ad ora si sono dimezzati. 10 Milioni di euro in meno per Brescia Mobilità, e 6 milioni in meno a causa dei parcheggi gratuiti durante la pandemia. “Abbiamo stimato che, a fine anno, i passeggeri dei bus urbani ed extraurbani saranno quasi dimezzati rispetto allo scorso anno, passando da oltre 60 a circa 30 milioni” dice il presidente Bragaglio (Brescia Mobilità). “Questo avrà anche un forte impatto sui conti delle aziende che gestiscono il trasporto pubblico”. 

Chi pagherà il buco economico? Ovviamente, gli ultimi della catena. Il personale, perché “i 20 milioni in meno equivalgono a circa un terzo delle spese annue per il personale”. E ovviamente come sempre la prima cosa che si sceglie di tagliare. 

Lo spettro di settembre

La sfida, però, è per settembre, quando bisogna vedere come i genitori decideranno di far tornare a scuola i figli. Del resto sembra quanto meno inutile criticare i genitori per scegliere l’auto per portare i figli a scuola: se la capienza dei bus è stata dimezzata (massimo 20 passeggeri sugli autobus) o anche più, come sarà possibile per i genitori assicurarsi che i figli possano andare a scuola normalmente? Che non ci siano ritardi? E che dire della riduzione degli accessi sulla metro?

Se questa politica continuerà a settembre, logicamente sempre meno persone sceglieranno di utilizzare un sistema scomodo come questo e preferiranno l’auto privata, anche a costo di maggiori sacrifici. “Servirebbe un commissario nazionale per gestire il rapporto scuola-trasporti in vista di settembre” spiega Bragaglio. 

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