Emergenza, ma Brescia dovrà pagare comunque l’IVA

La Regione: ‘E’ inaccettabile’ 

Una decisione inaccettabile, secondo la regione, quella di escludere Brescia, la provincia più colpita d’Italia dal coronavirus, dall’esenzione nel pagamento IVA. Il decreto Cura Italia prevede infatti fra le misure messe in atto per venire incontro ai territori più colpiti anche quella della sospensione dei versamenti fiscali e contributivi per penti di attività d’impresa, arte e professione con ricavi o compensi superiori a 2 milioni di euro (per chi ricava sotto i 2 milioni di euro, la sospensione è attiva per tutta Italia). Peccato che però Brescia non c’è fra le provincie.

Il decreto all’articolo 62 spiega che è disposta “la sospensione dei versamenti dell’imposta sul valore aggiunto (alias: Iva) si applica ai soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o operativa nelle Province di Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza”. E Brescia? Brescia è semplicemente esclusa. La provincia, assieme a Bergamo, più colpita d’Italia, una delle più produttive, dove si concentrano tante aziende adesso in grossa difficoltà, viene lasciata fuori. 

La Lega si ribella 

La spiegazione istituzionale dice che “Il criterio per individuare le province più colpite è il numero di casi totali di Covid-19 per 100mila abitanti al 14 marzo, ultimo dato al momento di stesura della norma”. Peccato che al 14 marzo la situazione a Brescia era cambiata, in peggio, come quella che conosciamo oggi. 

“Il governo deve spiegare alle imprese, ai lavoratori e alle famiglie bresciane perché nel decreto che dovrebbe aiutarle a fronteggiare i danni economici causati dall’emergenza Covid-19 attraverso agevolazioni fiscali e nuove scadenze loro non rientrano” tuonano in una nota il segretario provinciale, i parlamentari, gli assessori regionali e i consiglieri bresciani della Lega. “Ricordiamo che le aziende bresciane sono in forte difficoltà, hanno sospeso le attività produttive ancor prima che fosse il governo a decretarlo proprio perché stava aumentando il numero dei contagi ed oggi, inspiegabilmente, si ritrovano abbandonate”. 

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