E’ ufficialmente partita l’imposizione dei dazi da parte degli Usa

donald trump

Sono ufficialmente partiti i dazi imposti dall’amministrazione Trump: il 25% sull’acciaio e il 10% sull’alluminio. I paesi colpiti sono il Canada, il Messico e naturalmente l’UE. La notizia ha fatto immediatamente vacillare i mercati globali, scatenando inoltre la vendita di quote di produzione da parte degli investitori statunitensi.

Naturalmente i leader europei e canadesi hanno reagito con rabbia alla decisione di Trump. Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione europea, ha promesso “un’immediata rappresaglia”. Il Messico ha promesso di imporre dazi, in segno di ritorsione, sui prodotti importati dagli Stati Uniti.

Non sono mancate feroci critiche interne, soprattutto da parte dei repubblicani; Paul Ryan, leader nella Camera dei Rappresentanti, ha tuonato: “L’imposizione dei dazi è stata applicata ai nostri storici alleati, con i quali invece dovremmo cooperare per affrontare le pratiche commerciali sleali di paesi come la Cina”.

Questa imposizione ha avuto la sua alba allorquando Trump, accusando la Cina di aver scaricato dell’acciaio sul mercato statunitense, affermò che i precedenti presidenti avevano fatto una serie di pessimi affari per promuovere il libero scambio. Da qui la decisione di imporre i dazi sostenendo che i produttori statunitensi di acciaio e alluminio, oltre ad essere minacciati da un eccesso di offerta globale, erano importantissimi per la sicurezza nazionale.

Piccata la risposta di Justin Trudeau, primo ministro canadese: “Pensare che il Canada potrebbe essere considerato una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti è qualcosa di veramente inconcepibile”.

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