Manovra, Codacons punta il dito contro norma pro-autovelox

Nella manovra correttiva spunta una norma pro-autovelox che finirebbe col ritorcersi contro gli automobilisti. Il Codacons alza la guardia.

autovelox

Nella manovra correttiva spunta quella che è stata ribattezzata come la norma pro-autovelox. A denunciarlo è l’associazione dei consumatori Codacons, che rivela come “tale misura consentirà alle amministrazioni delle grandi città di disseminare le strade di autovelox e di utilizzarne i proventi per fare cassa e coprire i buchi di bilancio”.

L’associazione dei consumatori, alla luce di ciò, si dice pronta a impugnare la norma per tutelare gli automobilisti e chiede ai Prefetti di vigilare “approvando la collocazione degli autovelox solo dove realmente necessario, assicurandone un uso conforme all’interesse pubblico”.

Se la norma inserita nella manovra di primavera dovesse ricevere il via libera, “le città metropolitane potranno usare i proventi delle multe inflitte mediante autovelox per autofinanziarsi e pagare gli stipendi ai vigili urbani senza alcun limite e in deroga alla legislazione vigente”, cioè non dovendo più rispettare i vincoli previsti dal Codice della Strada che impone di devolvere una quota non inferiore a un quarto dei proventi alla sicurezza stradale.

Codacons ribadisce il proprio parere favorevole a un maggiore investimento sulla sicurezza stradale e all’elargizione di multe severe nei confronti di chi non rispetta i limiti di velocità, ma questa norma, fa notare, così come progettata risulta “pericolosissima”. Il motivo? Perché con questa norma sotto mano, le amministrazioni potranno disseminare le strade di autovelox e utilizzare i soldi delle multe senza più alcun freno, magari per coprire buchi di bilancio, per pagare straordinari e stipendi dei vigili e per realizzare opere alle quali i cittadini contribuiscono già attraverso le tasse.

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