Addio ufficio, benvenuta “zainocrazia”

dormire sul lavoro

Lo “zainocrate”, nuova figura professionale, è colui che porta l’occorrente per lavorare all’interno di uno zaino. Da qui il termine zainocrazia, un neologismo contrapposto alla burocrazia, e che vuole evidenziare come il lavoro moderno sia ormai fuori dagli schemi classici, ovvero quelli che vedevano il lavoratore principalmente impegnato all’interno di una fabbrica o di un ufficio.

Ciò è stato possibile grazie alla digitalizzazione che ha offerto nuove e importanti funzioni, nel maggior parte dei casi superiori a quelli offerti dalle macchine. Inoltre, un lavoratore svincolato da un unico luogo fisico è più libero di dare sfogo alla propria creatività.

Certo, la burocrazia è dura a morire e difficile da demolire totalmente. Per farlo, ogni lavoratore deve essere più responsabile su ciò che fa e capace di autogestirsi. Soltanto così il cartellino da timbrare ogni giorno diventerà in futuro un cimelio da esibire.

Per applicare la ricetta zainocratica, bisogna creare maggiore sinergia tra coloro che sono addetti al marketing e quelli al prodotto. La collaborazione in questo ambito è fondamentale, così come sarebbe fondamentale cambiare alla base il concetto del lavoro, visto non più come posto fisso.

Questo è un problema prettamente italiano, poiché in nazioni evolute come Danimarca, Svezia e Olanda i lavoratori non lo bramano proprio. In questi Paesi l’economia viaggia a mille, mentre in Italia ristagna. Senza un cambiamento repentino, il Paese andrà incontro all’impoverimento.

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