Lavoro, +437 mila occupati. Ma è boom di contratti a termine

Nel secondo trimestre 2017 aumentano i posti di lavoro, ma i contratti a termine la fanno da padrone: sono la stragrande maggioranza.

Contratti lavoro

Anche dal secondo trimestre 2017 arrivano dati incoraggianti per quel che riguarda il fronte lavoro. Una nota congiunta di Istat, Inps e Ministero del Lavoro, parla infatti di 437.000 contratti di lavoro in più rispetto al secondo trimestre 2016, 329.000 dei quali a tempo determinato e 108.000 a tempo indeterminato (apprendistato compreso).

L’aumento del lavoro a tempo determinato cresce così per il quinto trimestre consecutivo: il trend è iniziato con +44 mila e proseguito con +66 mila, +145 mila, +241 mila e +329 mila. Segnali, questi, che sono senz’altro positivi se si considera la crisi che l’Italia si è ritrovata ad affrontare, anche se è evidente che tutto questo lavoro in più è lavoro fondamentalmente precario.

“Contestualmente a questa dinamica – si fa infatti notare – per quel che riguarda le posizioni lavorative a tempo indeterminato, si osserva una sostanziale stabilizzazione della crescita in entrambi le fonti”.

Ciò che preoccupa, oltre al fatto che i contratti a tempo indeterminato non crescono tanto quanto quelli a termine, è la dinamica che riguarda il lavoro a chiamata o intermittente. Dopo 4 anni di calo ininterrotto e una prima inversione di tendenza a fine 2016, nei primi mesi del 2017 i contratti a chiamata sono di nuovo esplosi: si è passati da un +13.5% a un +73.7%, anche come conseguenza dell’eliminazione del lavoro accessorio (voucher).

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