Lavoro, imprese obbligate a tenere registro dell’orario di lavoro effettivo

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Con una sentenza storica, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che “tutti gli Stati membri sono chiamati ad imporre ai datori di lavoro l’obbligo dell’istituzione di un sistema oggettivo, accessibile e affidabile che misuri l’effettivo orario di lavoro giornaliero di ciascun lavoratore”.

Tutto ciò è diretta conseguenza di una causa intentata dalle Comisiones Obreras, sindacato spagnolo, nei confronti della Deutsche Bank, ai quali era stato imposto l’obbligo di verificare gli orari di lavoro contrattualmente previsti e di comunicare ai rappresentanti sindacali le ore di straordinario calcolate mensilmente.

Il colosso tedesco si era difeso affermando che la legge spagnola prevede solo di tenere un registro dello straordinario. I giudici spagnoli hanno voluto approfondire la questione consultando lo Corte di Giustizia dell’UE sull’effettiva osservanza delle normative europee in ambito lavorativo da parte della Deutsche Bank. In effetti, a livello locale, mancano delle leggi che impongano un registro degli orari giornalieri effettivi, come in Italia.

Ecco allora che la Corte di Giustizia dell’UE obbliga gli Stati membri “a far beneficiare i lavoratori dei diritti loro conferiti, senza svuotarli o minimizzarli”. In assenza di un sistema che conteggi le ore lavorative effettivamente svolte ogni giorno “è impossibile stabilire in modo oggettivo e affidabile l’orario di lavoro svolto e la sua ripartizione temporale, né le ore di straordinario, rendendo palesemente complicato al lavoratore stabilire se i propri diritti sono stati rispettati”.

In definitiva, tale sentenza obbligherà i datori di lavoro di ogni Stato membro dell’UE a creare un sistema di misurazione affidabile e oggettivo, in base naturalmente alle specifiche di ogni settore lavorativo.

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