In crescita i mutui prima casa. Tassi di interesse ancora bassi

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Con i tassi d’interesse sui mutui sempre più bassi, gli italiani sono sempre più invogliati ad investire su “calce e mattoni”, soprattutto in un clima di chiara instabilità finanziaria.

Se da un lato il Crif afferma che le domande per i mutui è in calo (la diminuzione delle surroghe ha influito), passando dal 46,8% del 2018 al 34,3% di quest’anno, dall’altro è in aumento la richiesta di quelli per la prima casa, che ha raggiunto quota 54,8% del totale, superando nettamente il 43,2 dello scorso anno.

La scelta dell’interesse da parte dei consumatori italiani è rivolta maggiormente su quello a tasso fisso, raggiungendo l’82,9% nel mese di aprile, il massimo dal 2015 ad oggi. Di contro, la richiesta del tasso variabile è calata al 15% (-2,1 rispetto al 2018).

Altro dato positivo è l’aumento nel 2019 della quota richiesta del mutuo, attestatasi attualmente a 127.80 euro (nel 2018 è stata di 124.483 euro). Si è anche ridotta la differenza tra quota richiesta ed erogata, dato che mostra come le banche sono più attente alle esigenze finanziarie della clientela.

In ulteriore diminuzione è lo spread tra tasso fisso e variabile. Da un’analisi della media dei mutui ventennali e trentennali, nel 2019 il tasso fisso è passato dal 1,92% dell’anno precedente all’1,85% attuale, mentre quello variabile è salito dallo 0,83% del 2018 allo 0,88%.

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