Brescia, mascherine anti-virus vanno a ruba

Ma bisogna evitare psicosi 

L’allarme per il virus che arriva dalla Cina, il coronavirus, spaventa anche Brescia. Tanto che sono molte le persone che acquistano le mascherine contro la polvere, quelle che indossano abitualmente i cinesi per difendersi dall’inquinamento, pensando così di mettersi al riparo dal virus. Un virus che però in Italia non c’è ancora e la paura, spesso, risulta ingiustificata. O può sfociare nella psicosi. 

“Basti pensare che in uno di questi centri in un’ora sono state ordinate 10mila confezioni” dice Clara Mottinelli, presidente provinciale di Federfarma. Le mascherine certificate N29  sono andate a ruba in mezza Italia ed anche a Brescia. Le gite scolastiche son cancellate e tantissime persone che avevano programmato un viaggio in Cina l’hanno disdetto. Ma ci sono anche precauzioni davvero esagerate, come smettere di recarsi nei ristoranti cinesi. 

“Situazione seria, ma no panico” 

Stiamo seguendo la situazione con grandissima attenzione. C’è bisogno di un grande coordinamento internazionale per provare a far tutto quello che è necessario. La situazione è seria ma non c’è bisogno però di nessun allarmismo perché il servizio sanitario nazionale è forte ed è in grado di tutelare la salute dei suoi cittadini” ha comunicato il ministro della Salute Roberto Speranza parlando del coronavirus. Va bene stare attenti, specie se si conoscono persone che sono tornate di recente dall’area del focolaio, ma bisogna evitare la psicosi collettiva. 

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