La fase 2 di Brescia, come si prepara 

Test, app e sicurezza 

Anche Brescia si prepara alla fase 2, quella all’uscita dal maledetto virus, quella della ripartenza. Lo fa con la massima sicurezza e puntando su app e tecnologia, nonché i test sierologici.

Ora le imprese ed i sindacati stanno siglando sotto la regia delle prefettura un Protocollo per gestire al meglio la ripartenza. Fra gli attori coinvolti, l’Associazione Industriale Bresciana insieme a Cgil, Cisl e Uil di Brescia e l’Università di Brescia. 

Per i test sireologici “intanto ci stiamo attrezzando e appena si potrà li realizzeremo. In effetti stiamo già cercando di acquistarli. Sul mercato vi sono kit con costi variabili da sei a 20 euro: il problema è capire quali siano quelli affidabili” commenta il direttore generale Carlo Ferlito. 

I primi passi 

Secondo Giuseppe Pasini, presidente AIBA, questo è un passaggio fondamentale “che crea i presupposti adatti per una ripresa graduale con regole condivise. I problemi non spariranno subito e dobbiamo imparare a convivere con il virus: ecco perché abbiamo impostato non solo un protocollo operativo per il presente, ma anche una sperimentazione che possa guidare le scelte dei prossimi mesi”. 

“Abbiamo messo a disposizione del tavolo tecnico del Protocollo il nostro responsabile della qualità cercando di condividere il nostro know-how. Che ci consente di essere operativi al 100% non solo per il lavoro fatto in termini di sicurezza interna, ma anche per l’azione verso la filiera a monte. Per esempio rendendo disponibili ai nostri fornitori di packaging mascherine e guanti protettivi, strumenti di cui non tutti erano provvisti” commenta l’ad di AIB Alberto Volpi. 

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