Omicidio di Nadia, processo il 14 novembre

Cinque responsabili a processo 

Andranno a processo il 14 novembre i cinque responsabili della cascina Clarabella, la struttura di Iseo dove Nadia Pulvirenti, terapista di 25 anni, venne accoltella a morte il 27 gennaio del 2017 da parte di Abderrahim El Mouckhtari, paziente 56enne marocchino in cura per disturbi psichici.

L’accusa con la quale i cinque soggetti saranno processati è quella di concorso colposo in omicidio doloso di Nadia. A processo vanno il direttore del Dipartimento di Salute mentale di Iseo Andrea Materzanini, il responsabile del centro psicosociale Giorgio Callea, la psichiatra Annalisa Guerrini ed il datore di lavoro di Nadia, Claudio Vavassori con la sua collaboratrice Laura Fogliata. 

Prosciolto l’omicida 

Secondo l’accusa, la morte della 25enne poteva essere evitata. Infatti il marocchino era stato considerato non pericoloso e di conseguenza non erano state adottate le precauzioni che, sempre secondo l’accusa, avrebbero potuto salvare la 25enne dalla morte certa.

Il 56enne è stato prosciolto, in quanto totalmente incapace di intendere e di volere e quindi non imputabile. Il sostituto procuratore Erica Battaglia ha chiesto invece l’archiviazione per due indagati che facevano parte dell’equipe psichiatrica che seguiva il 56enne.

Il processo “Per la famiglia di Nadia questa sarà l’ultima occasione per ottenere giustizia. La madre, il padre, il fratello e il convivente hanno già in mente di chiedere la costituzione di parte civile” spiega l’avvocato Michele Bontempi, che segue la famiglia di Nadia. 

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