Spari contro SPRAR, crolla tesi del razzismo 

Gli immigrati avrebbero avuto un litigio 

Un litigio con uno spacciatore. Probabilmente questo è stato il motivo dell’atto intimidatorio avvenuto l’altra sera a Collebeato contro lo SPRAR, un locale centro di accoglienza migranti. 

Immediatamente, e come spesso avviene, i giornali si sono catapultati sul fatto descrivendo come nella ‘ricca cittadina’ (?) bresciana di Collebeato ci sarebbero stati degli spari contro un centro d’accoglienza, un ‘atto intimidatorio’. Una storia giò scritta ancora prima di sapere qualche dettaglio in più. 

“Questo episodio ci sconcerta perché sembra avere una natura intimidatoria. Ma avviene in un contesto in cui la popolazione e l’amministrazione comunale hanno sempre partecipato e risposto bene al progetto di accoglienza” dice Agostino Zanotti, direttore dell’associazione che gestisce il centro, ad AltraEconomia. Ma, aggiungiamo noi, è anche sconcertante che si debba subito pensare ad un atto d’odio contro gli immigrati quando le indagini della Procura vanno in ben altra direzione. 

Indagini su un traffico di droga 

I dettagli sarebbero, secondo il Giornale di Brescia, che nel pomeriggio del fatto alcuni immigrati avrebbero assistito ad un episodio di spaccio di droga. Uno di loro avrebbe avuto un diverbio con un pusher. In serata, cinque colpi di pistola contro la sede. Due episodi vicini che farebbero pensare ad un collegamento. 

Infatti adesso la Procura di Brescia, ed il Pm Ambrogio Cassiani, stanno indagando, ma è sfumata la pista dell’attentato razzista e invece ci si concentra sul malaffare e sullo scontro che gli immigrati avrebbero avuto, per motivi ancora da chiarire, con un pusher. Questo quanto riscontrato dall’indagine in atto da parte della Procura di Brescia. 

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