Studio scompenso cardiaco, Brescia è al top in Italia

Top di qualità negli studi

Brescia è un polo universitario e scientifico all’avanguardia per quanto riguarda lo studio del problema dello scompenso cardiaco. 

“Quando mi sono laureato, era il 1981, i pazienti con scompenso cardiaco avevano una sopravvivenza di 4-5 anni. Ora si sono fatti molti passi avanti, abbiamo reso il loro decorso più stabile, abbiamo migliorato le terapie e la qualità di vita del malato” rivela il professor Marco Metra, docente di cardiologia all’UNIBS e ora anche direttore del reparto di Cardiologia degli Spedali Civili e della scuola di specializzazione di cardiologia universitaria.

Il professore rivela che questi traguardi son stati “raggiunti con la dedizione e tante ore di lavoro. La ricerca clinica ha bisogno di grandi numeri per poter essere efficace e oggi questi risultati sono possibili mettendo in rete grandi ospedali come il Civile”. 

“Grazie alla ricerca scientifica” 

“Da un lato al nostro ospedale afferisce un numero enorme di pazienti e questi sono curati con tutte le più avanzate risorse tecnologiche. Dall’altro, l’università mette a disposizione le competenze scientifiche ed umane, grazie ai medici afferenti alla scuola di specialità, alla didattica ed allo stimolo alla ricerca scientifica. Grazie a queste caratteristiche che ci garantivano numerosità dei pazienti e competenze, oltre ai contatti ed alla stima a livello internazionale, noi ci siamo potuti imporre rapidamente nella ricerca clinica e diventare punto di riferimento.”. Insomma, un bellissimo traguardo per tutta Brescia. 

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