Virus a Brescia? “La densità abitativa incide” 

Lo studio italiano 

Il coronavirus colpisce di più nelle zone inquinate, ed in quelle densamente popolate. Ecco perché nel triangolo Brescia-Bergamo-Milano è stato impietoso, rispetto al Veneto. E Brescia con la sua densità abitativa potrebbe essere stata colpita di più rispetto ad altre zone, secondo uno studio di esperti italiani dalla Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica, che verrà presto pubblicato su Respiration.

Insomma, stanti due aree comunque abbastanza inquinate, ci sono delle differenze significative che si spiegherebbero col fatto che le zone più abitate sono anche più colpite, rispetto a quelle meno abitate. 

Città più abitate: più colpite 

Diversa e direttamente correlata al numero di casi di Covid-19 è invece la densità di popolazione, maggiore a Bergamo città (3.029 abitanti per chilometro quadrato, 405 in provincia), intermedia a Brescia (2.198 abitanti per chilometro quadrato in città, 265 in provincia) e inferiore a Verona, specialmente in città dove, benché il totale della popolazione sia maggiore, gli abitanti sono meno “vicini”. I veronesi sono infatti più del doppio dei bergamaschi, ma la densità di popolazione è di 1.297 abitanti per chilometro quadrato, quasi un terzo”. 

“A Brescia e Verona sono stati registrati livelli di smog simili, mentre l’aria di Bergamo è risultata significativamente migliore: i malati di coronavirus sono stati però molto più numerosi a Bergamo e Brescia, l’impatto a Verona è stato decisamente minore” dice a riguardo Gianenrico Senna, Presidente Siaaic, responsabile del Centro Asma e Allergie del Policlinico Universitario di Verona, coordinatore dello studio. 

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