Chiusura di aprile con forte segno negativo in tutte le Borse

L’ultima giornata finanziaria della settimana è coincisa con l’ultima giornata finanziaria del mese di aprile. Al di là delle coincidenze di calendario, quel che è emerso è la presenza di un segno negativo che ha riguardato tutte le principali piazze finanziare europee, con l’indice Eurostoxx in retrocessione del 3,11%.

Colpa – se così si può dire – anche della pubblicazione del dato del Pil degli Usa nel primo trimestre (+ 0,5% a/a contro il + 0,7% a/a atteso), che ha convinto molti operatori che la Fed probabilmente non alzerà i tassi nemmeno nella sessione di giugno.

Chiusura di Aprile negativaSenza spingerci troppo in là nel tempo, e tornando ai confini di casa nostra, notiamo come le vendite non abbiano certamente risparmiato Piazza Affari, che ha provato a tenere il ritmo nella prima parte della giornata, per poi cedere dinanzi alle pressioni al ribasso che hanno poi portato il Ftse Mib in calo dell’1,98%.

Ad essere significativamente venduti sono stati principalmente i bancari (- 3,47% è l’andamento dell’indice settoriale), con Unicredit tra i peggiori (- 5,28%) dopo che sono trapelate le notizie negative legate alle indicazioni sull’esito dell’aumento di capitale di Popolare di Vicenza, con adesioni intorno al 10%. Tra gli altri istituti di credito con andamento gravemente negativo, anche Banca Popolare di Sondrio (- 4,12%), Bper (- 4,04%), Ubi Banca (- 3,84%), Banco Popolare (- 3,75%).

Come già ricordato, la giornata è stata inoltre contraddistinta dall’evoluzione dei dati macro Usa, che hanno penalizzato l’andamento del dollaro statunitense. E quando il dollaro scende, come noto, di norma sono le materie prime a rafforzarsi. E così l’oro si è spinto sopra quota 1.280 dollari, per i massimi da 15 mesi a questa parte, mentre il petrolio ha continuato a rafforzarsi chiudendo in aumento a 48 dollari per il Brent. Sul versante obbligazionario, il rendimento dei Btp a 10 anni è risalito di 4 punti base all’1,5%.

L’appuntamento è ora rinviato alla settimana in ingresso. Le novità sul fronte macro non dovrebbero mancare, a influenza di un cambio euro / dollaro che sembra allontanarsi dalle previsioni formulate dagli analisti appena qualche mese fa…

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