Decreto salva banche: il governo mette sul tavolo 20 miliardi

Il governo approva il decreto salva banche: lo scudo per il salvataggio in extremis degli istituti destinati al fallimento ammonta a 20 miliardi.

Intervento salva-banche

Il governo Gentiloni apre la sua stagione politica con un decreto salva banche il cui obiettivo, come dice il nome stesso, è quello di trarre in salvo le banche che il mercato non è riuscito a risollevare dalla sorte del fallimento.

Il cuore del provvedimento si basa sulla ricapitalizzazione precauzionale di Monte dei Paschi di Siena e si attiverebbe nel caso in cui l’operazione di mercato dovesse naufragare senza più alcuna possibilità di ritorno. Nonostante ciò, però, l’obiettivo del governo e delle stesse banche a rischio fallimento continuerà ad essere lo stesso di sempre: fare della “soluzione di mercato” una corsia assolutamente preferenziale rispetto all’intervento pubblico.

Il decreto salva banche farà aumentare il debito nel 2017 e, prima di diventare attuativo, dovrà ricevere il via libera secondo l’iter previsto dall’articolo 81 della Costituzione sul pareggio di Bilancio. Ciò significa che il governo dovrà ottenere il permesso di peggiorare i saldi prima di poter parlare di una operazione fatta.

D’altro canto la cifra di cui si parla, pari a 20 miliardi, è superiore rispetto a quella circolata nei giorni scorsi (quando si parlava di 15 miliardi), ma è anche vero che comprende 2 miliardi utili per l’attivazione degli 80 miliardi di garanzie pubbliche sulle emissioni di liquidità (meccanismo già approvato dagli alti piani Ue nel luglio scorso).

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