In forte aumento gli attacchi hacker verso gli istituti di credito

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Che gli hacker amino particolarmente il mondo finanziario è ormai un dato di fatto: basta osservare la crescita esponenziale osservata negli ultimi 5 anni, la quale ha visto triplicare gli attacchi agli istituti finanziari.

A dirlo è una ricerca Ponenon condotta per conto di Accenture, la quale ha intervistato circa 42 istituti tra Stati Uniti, Australia, Gran Bretagna, Giappone, Italia, Germania e Francia. Una situazione a cui è sempre difficile porre rimedio, a causa della complessità di questi attacchi.

Gli istituti intervistati sono stati oggetto di circa 125 attacchi informatici nel 2017, portando all’aumento dei costi in materia di prevenzione. Basti pensare che dal 2014 al 2017, la spesa media è salita del 40% attestandosi sui 18,8 milioni di dollari. Il 60% di questa spesa viene utilizzato per rimediare alle violazioni, con le conseguenti perdite dovute all’interruzione dell’attività.

Ammontano a 227.865 dollari i danni causati agli istituti finanziari dal cosiddetto Denial of Service, mentre quelli di Phishing e ingegneria sociale ammontano a 196.610 dollari. Non sono mancati naturalmente gli attacchi perpetrati da dipendenti infedeli, con costi di 169.059 dollari in media.

Secondo la ricerca, anche la negligenza degli stessi istituti nell’utilizzare le nuove tecnologie sono causa di queste perdite; le aziende che hanno implementato i sistemi basati su intelligenza artificiale sono solo il 26%, quelli che utilizzano gli strumenti di analisi avanzata solo il 31%.

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