Libra, la criptovaluta di Facebook, preoccupa non poco il sistema finanziario

LibraFacebook, la sua criptovaluta Libra e l’ambizione di inserirsi nei servizi finanziari non piace quasi a nessuno. Bruno Le Maire, ministro delle Finanze francese, ha manifestato apertamente il suo malcontento: “Non esiste che la moneta virtuale di Facebook entri in competizione con le valute sovrane”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Maxine Waters presidente della commissione per i servizi finanziari della Camera degli Stati Uniti e dell’ex vicepresidente della BCE Vitor Constancio, che ha definito l’iniziativa “inaffidabile e pericolosa”.

La sfida per le autorità di vigilanza del sistema bancario mondiale sarà veramente notevole, qualcosa che non hanno mai affrontato: una criptovaluta di valore globale che non possono né gestire e né controllare. Può, a tutti gli effetti, essere considerato come un nuovo sistema finanziario in cui gli attuali sistemi di controllo sono quasi irrilevanti, un futuro da cui non si può più tornare indietro.

Il lancio di Libra avverrà all’alba del 2020. All’inizio, verrà utilizzata per inviare denaro tra amici, familiari e aziende utilizzando Messenger e Whatsapp. Ma le intenzioni di Mark Zuckerberg oltrepassano il semplice conio di una nuova moneta.

Libra garantirebbe un accesso immediato ai pagamenti convenienti ed ai servizi finanziari, bypassando le attuali difficoltà che incontrano alcune persone quando utilizzano il sistema bancario classico. Chissà se in futuro altri colossi, come Apple e Amazon, non seguano l’esempio di Facebook e conino una moneta virtuale di proprietà.

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