Mafia, a Brescia fa affari con la finanza 

Nuovi paradigmi criminali 

La criminalità a Brescia si espande senza l’uso dei mitra. La mafia infatti fa affari con la finanza, come spiega il prefetto Attilio Visconti. “Solo da una quindicina di anni a Brescia è maturata la consapevolezza del radicamento delle mafie. Oggi questa provincia presenta connotati di diffusione di criminalità organizzata ancora controllati, grazie alle forze di polizia”. 

Come spiega il Corte d’appello di Milano Roberto Alfonso e dal presidente della Corte d’appello di Brescia Claudio Castelli, le misure di prevenzione sono fondamentali per combattere la mafia. 

L’AK 47? La mafia preferisce la finanza 

“Non è più un mistero che l’imprenditoria locale dialoghi, non so quanto volentieri, con la criminalità organizzata che offre veri e propri servizi, dalla protezione al recupero crediti ai reati fiscali” spiega il procuratore capo Francesco Prete. L’arma? Viene “sostituito dall’F24, il consulente balistico dal commercialista, i summit in incontri dal notaio, per pianificare l’infiltrazione nel tessuto economico, il pizzo dal bilancio d’esercizio”.

La violenza è poca appunto perché viene sostituita dai reati fiscali. E prevenire costa, ma paga. “Un’indagine finanziaria è un lavoro di un anno che occupa cinque persone. Se le misure di prevenzione sono costituite da due o tre uomini, ho limitate possibilità di incidere. Fare antimafia al Nord richiede uno sforzo: lo Stato ed i comandi generali devono capire se questo sforzo lo vogliono fare”. 

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