In aumento le tasse su assicurazioni, sigarette e giochi

sigarette

Questo è un governo populista che ha dalla sua parte la maggioranza degli italiani e da molti visto come quello del cambiamento, della giustizia sociale, del favorire il popolo piuttosto che sottostare a quanto impone l’UE.

Smantellamento della legge Fornero, reddito di cittadinanza, quota 100: tutte misure che stanno molto a cuore all’esecutivo gialloverde. Naturalmente, per fare ciò serve reperire i soldi necessari. Come? Aumentando i prezzi delle sigarette, dei giochi d’azzardo e delle assicurazioni. A quanti italiani piacerà tutto questo? Chissà.

Alle banche e alle compagnie assicurative costerà circa 4 miliardi. Ma già ne erano a conoscenza, considerando che la misura era già presente nel Documento programmatico di Bilancio inviato alla Commissione europea a metà ottobre. In numeri si traduce in questo modo: per gli istituti di credito le svalutazioni dei crediti ai fini Ires e Irap verranno spalmate per il 90% in 9 rate annuali; per le assicurazioni è prevista una stretta sugli acconti dell’imposta sui premi assicurativi, passando dal 59 al 75% per il 2019, al 90% nel 2020 e al 100% nel 2021.

Ai fumatori incalliti, le sigarette costeranno di più. Le accise aumenteranno, con l’importo fisso per unità che passerà dal 10,5 all’11% della somma dell’accisa globale e dell’imposta sul valore aggiunto. L’onere fiscale minimo balza invece da 175 a 180 euro per chilogrammo. Per coloro che amano il gioco d’azzardo, il prelievo erariale unico sulle giocate, già precedentemente portato per le slot al 19,25% e per le videolotterie al 6,25%, adesso aumenterà di un ulteriore 0,5%.

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