Alternanza scuola-lavoro: come ha funzionato e quale sarà il suo futuro

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Finiti gli esami di maturità, le porte del futuro si sono aperte per molti e ormai ex-studenti. Ma per coloro che sono passati dal secondo al terzo anno di scuola superiore, si è aperto l’ingresso per il mondo dell’Alternanza scuola-lavoro. Introdotto dalla legge del 2015 sulla cosiddetta Buona Scuola, gli studenti di cui sopra devono svolgere dei periodi di tirocinio: 400 ore per quelli degli istituti tecnici e professionali, 200 per quelli dei licei.

Introdotta con una certa soddisfazione dal governo di centro-sinistra, l’attuale ministro dell’Istruzione Marco Bussetti pare intenzionato ad apportare alcune modifiche. “L’esperimento scuola-lavoro non deve essere accantonato, ma alcuni correttivi sui percorsi di formazione vanno necessariamente apportati” ha affermato. “Inoltre, l’Alternanza deve essere concepita dalle scuole e dalle aziende come un’opportunità e non un dovere”.

Quali sono stati i dati risultanti da quando è stata introdotta la riforma ad oggi? Eccoli:

  • Nei primi due anni, gli studenti coinvolti nell’Alternanza sono stati 1.590.617. I dati sono riferiti ai ragazzi iscritti alle classi terze e quarte superiori, quando la legge era già in vigore
  • Per quanto riguarda quelli di quinta e con riferimento all’anno scolastico 2017-2018, i dati saranno resi noti soltanto alla fine dell’estate. In base all’attuale conteggio del report, coloro che hanno svolto volontariamente il tirocinio sono in totale 131.837.
  • In termini percentuali, gli studenti della terza a prendere parte al progetto sono stati l’89,6%, quelli della quarta l’88,9%.
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