Lavoro: 200mila posti disponibili, ma le aziende non trovano personale

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In un epoca di così tanta disoccupazione, si sono create delle situazioni che stridono totalmente con il quadro generale. Diverse aziende sono alla disperata ricerca di un determinata tipologia di forza lavoro che le garantisca il completamento degli organici in alcuni importanti settori.

Confindustria ha stimato che nel triennio 2019-2021 i posti che rimarranno vacanti saranno circa 200 mila. Le richieste maggiori di personale partono da settori come quello alimentare, tessile, meccanica, ICT, chimico e della lavorazione del legno. Insomma, una notevole carenza, tra l’altro in settori dove gli stipendi sono anche consistenti.

Quanto emerso lascia indubbiamente sconcertati, soprattutto quando in un caso su 3 le aziende non riescono a trovare personale qualificato per riempire le posizioni vacanti. La colpa principale è da imputare ad una formazione carente, maggiormente in quelle figure professionali dove le competenze dovrebbero essere più tecniche e specifiche.

Ad aggiungersi a questo quadro è la Quota 100, la quale creerà dei vuoti professionali lasciati da chi utilizzerà questa nuova misura per andare in pensione anticipatamente. In cifre, nei prossimi tre anni saranno circa 20 mila le posizioni vacanti, ai quali se ne aggiungono 172 mila lasciati dal normale ricambio generazionale.

“Il futuro dell’impresa non può fare a meno dei giovani”, afferma Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria. “Siamo chiamati a creare un grande piano di inclusione, avvicinando il mondo del lavoro a quello scolastico e aiutando i giovani a fare le scelte giuste. Il nostro Paese è carente di materie prime ma non di capitale umano, talento e conoscenza. Su questo dobbiamo puntare se vogliamo dare un futuro all’Italia”.

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