Corrado Passera vede nel settore bancario italiano delle opportunità

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Corrado Passera, ex ministro e banchiere italiano, ha lanciato un finanziatore digitale per le piccole e medie imprese. Una mossa ardita, considerando l’attuale situazione delle banche italiane, alle prese con la recessione, la pressione normativa per ridurre i prestiti, l’allargamento degli spread sul debito pubblico, con gli investitori agitati dall’attuale governo populista.

In questo quadro un po’ fatiscente, bisogna anche aggiungere l’incalzare di nuove tecnologie, di nuove regole e di una nuova politica monetaria: tutti elementi che stanno ridisegnando il settore bancario a livello mondiale.

Ma Corrado Passera, nonostante tutto, vede la possibilità di scavalcare questi problemi attraverso la creazione di un istituto di credito digitale specializzato nei prestiti inaciditi lanciati dalle piccole e medie imprese familiari, la spina dorsale dell’economia italiana. “Diventeremo una banca a lascito zero” ha affermato Passera.

L’attenzione principale sarà rivolta al mercato dei cosiddetti UTP, ossia i prestiti a rischio sofferenza, e dei prestiti a società con basso rating; questo mercato, secondo la Banca d’Italia, vale circa 350 miliardi di euro. La banca si occuperà inoltre di alcuni servizi bancari diretti limitati a clienti aziendali e al dettaglio.

“Voglio salvare le aziende riportando le UTP su base performante” ha detto Passera. Anche se i prestiti verso famiglie e imprese sono cresciuti del 2,6% a fine giugno, sono ancora ben lontani dai livelli pre-crisi. Le sofferenze nette, escluse le svalutazioni e gli accantonamenti già effettuati dalle banche, sono rimaste invariate a 49,3 miliardi di euro.

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