Mutui, Euribor addio: si cerca una valida alternativa

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Con l’Euribor in uscita dal mercato dei mutui, la Bce ha indetto una sorta di sondaggio consultativo tra istituti bancari e autorità regolamentari per decidere quale parametro andrà a sostituire il popolare benchmark, il quale regola le rate dei mutui variabili.

Dopo la riforma avvenuta negli ultimi anni a livello mondiale, con l’intento di proteggere il settore dei mutui e renderlo più robusto, affidabile e privo di scandali, si cerca quindi di individuare nel minore tempo possibile l’erede dell’Euribor, cosa già avvenuta con l’Eonia (il tasso overnight), che verrà sostituito con l’Ester (Euro short-term rate) a partire dal 2020.

Il team di esperti, creato dalla Bce, dalla Commissione Europea, dalla Fsma e dall’Esma, ha già individuato due tassi che possono fare al caso in questione: il Gc Pooling Deferred prodotto da Stoxx e il RepoFunds Rate calcolato da Nex. Mentre l’Ester è legato a transazioni di mercato non protette e pubblicato soltanto alle 9 del giorno successivo, gli altri due sono basati su cambi garantiti e disponibili la sera del giorno stesso di riferimento (ore 18 e 19.35).

Una risposta da parte del gruppo di lavoro è attesa entro il 13 luglio, utilizzando le indicazioni provenienti dagli operatori industriali. Spettatori passivi in tutto questo processo sono famiglie e imprese, per il momento non coinvolte da eventuali ripercussioni, ma comunque in tensione per l’incerto futuro dei mutui.

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