Sempre più mutuatari optano per le “surroghe”

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I mutuatari che hanno in essere un mutuo stanno scegliendo sempre più la formula della surroga, ossia modificare le condizioni contrattuali per pagare meno interessi fino alla fine della durata del prestito. A settembre, passare dal tasso variabile a quello fisso è stato più che conveniente, considerando che lo stesso oscillava tra lo 0,60 e l’1%.

Le cose sono leggermente cambiate a novembre: l’Euris a 30 anni è leggermente aumentato, passando dallo 0,26% di settembre all’attuale 0,60%. Una differenza irrisoria, che incide minimamente sugli interessi complessivi da pagare. Quindi, nonostante questo rialzo, la corsa alla surroga coinvolge sempre più mutuatari.

In effetti, dagli ultimi dati emerge che la percentuale delle surroghe è passata dal 35-40% di metà anno al 60-65% di settembre-ottobre, con la tendenza a passare dal tasso variabile a quello fisso tramite l’opzione “floor”, la quale sterilizza il segno negativo dell’Euribor ad un nuovo tasso fisso. Oltre a questo, i tassi a zero hanno anche migliorato gli spread applicati dalla banche ai mutui, i quali coprono totalmente il valore di perizia di un immobile.

Le banche che offrono tali prodotti non sono tante. Tra queste Banca Intesa, la quale copre fino a 300.000 euro, offrendo ai nuovi clienti un tasso del 2,30%, inferiore al precedente 4,20%. Più basso è quello offerto da Monte dei Paschi: 2,10%, con la copertura totale dell’immobile.

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