
Naspi e nuovo lavoro: ecco cosa succede all’indennità se trovi un impiego
La NASPI, l’indennità di disoccupazione per chi ha perso involontariamente il lavoro, subisce variazioni importanti se si trova un nuovo impiego. Cambiano le regole, le tempistiche e, non meno rilevante, anche l’importo dell’assegno. Vediamo insieme cosa succede davvero quando si passa dallo stato di disoccupazione a una nuova occupazione.
Come cambia la NASPI se si trova un nuovo lavoro?
Quando accetti un nuovo impiego durante il periodo di percezione della NASPI, la prestazione può essere sospesa o ridotta, a seconda del tipo di contratto e del reddito previsto dal nuovo lavoro.
Se il nuovo lavoro è subordinato e il contratto supera i 6 mesi, il diritto alla NASPI decade. Invece, se il contratto è inferiore ai 6 mesi o se si tratta di lavoro autonomo, si applicano regole diverse. Qui il sostegno al reddito può continuare, ma con una riduzione proporzionale, a patto che il reddito annuo previsto non superi una certa soglia.
In particolare, se il reddito da nuovo lavoro non supera gli 8.500 euro annui (lavoro subordinato) o i 5.500 euro (autonomo), puoi mantenerla, ma l’importo sarà ricalcolato. Superate queste soglie, la NASPI viene sospesa o interrotta definitivamente.
Quali sono i diritti dei lavoratori in caso di nuova assunzione?
Se vieni assunto mentre ricevi la NASPI, hai diritto a:
- mantenere l’indennità ricalcolata se il nuovo lavoro produce un reddito inferiore alle soglie previste
- richiedere la sospensione della NASPI in caso di contratto a tempo determinato fino a 6 mesi
- riprendere l’indennità, per il periodo residuo, se il contratto a termine termina prima della scadenza della prestazione
- comunicare all’INPS il nuovo impiego entro 30 giorni dall’assunzione, per evitare la perdita del beneficio
Questi diritti sono garantiti dalla normativa (art. 9 D.Lgs. 22/2015) e ti permettono di non rinunciare al sostegno al reddito se il nuovo lavoro non garantisce una sicurezza economica sufficiente.
Come calcolare l’importo dell’indennità NASPI dopo una nuova assunzione?
Quando trovi un impiego che non supera i limiti di reddito previsti, la NASPI non si interrompe, ma viene ridotta. L’INPS ricalcola l’importo sottraendo l’80% del reddito presunto dal nuovo lavoro dall’assegno mensile spettante.
Ad esempio, se percepivi 800 euro di NASPI e il nuovo lavoro ti garantisce un reddito annuo di 6.000 euro, l’importo mensile sarà così ricalcolato:
- Reddito mensile presunto: 6.000 euro ÷ 12 = 500 euro
- Riduzione NASPI: 800 euro – (80% di 500 euro) = 800 – 400 = 400 euro mensili
Il diritto alla riduzione spetta solo se comunichi all’INPS entro 30 giorni il nuovo rapporto di lavoro e il reddito presunto.
Quali sono le tempistiche per l’interruzione della NASPI?
La sospensione o la decadenza della NASPI dipende dalla durata e dalla tipologia del nuovo contratto.
- Se firmi un contratto a tempo determinato superiore a 6 mesi o un tempo indeterminato, la prestazione si interrompe dal primo giorno di lavoro.
- Per contratti a termine fino a 6 mesi, la NASPI viene sospesa per la durata del rapporto e riprende automaticamente alla scadenza del contratto.
- Il termine per comunicare all’INPS il nuovo impiego è di 30 giorni dalla data di assunzione, pena la perdita dell’indennità residua.
Rispetta sempre i tempi di comunicazione: la mancata segnalazione può comportare la decadenza immediata del beneficio.
Cosa fare se l’indennità NASPI è stata sospesa ingiustamente?
Può capitare che l’INPS sospenda la NASPI per errore, magari per mancata ricezione della documentazione o per interpretazioni non corrette del reddito derivante dal nuovo lavoro.
In questi casi puoi:
- verificare che la comunicazione di assunzione sia stata inviata correttamente tramite il servizio online dell’INPS
- presentare un’istanza di riesame entro 90 giorni dalla sospensione, spiegando le tue ragioni e allegando i documenti che attestano il reddito effettivo
- se necessario, rivolgerti a un patronato o a un consulente del lavoro per assistenza nella procedura
La normativa prevede la possibilità di recuperare le mensilità sospese in modo ingiustificato, a condizione di dimostrare il rispetto dei requisiti e delle tempistiche previste.
Conclusioni
La NASPI può rappresentare un aiuto prezioso anche quando si trova un nuovo impiego, purché si rispettino soglie di reddito e obblighi di comunicazione. Conoscere le regole ti permette di evitare brutte sorprese e di ottimizzare il sostegno al reddito durante la transizione lavorativa. Seguire le procedure e monitorare la propria posizione è il modo migliore per non perdere i propri diritti in questa fase delicata.
Se hai dubbi sulla tua situazione o sul calcolo della NASPI in presenza di un nuovo lavoro, rivolgiti sempre a un esperto per una valutazione personalizzata.
Massimo Parisi
Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti
Dottore Commercialista e Revisore Legale iscritto all'ODCEC di Torino dal 2009. Gestisce uno studio associato specializzato in fiscalità d'impresa, successioni e pianificazione patrimoniale. Consulente per PMI e professionisti su agevolazioni fiscali, bonus edilizi e adempimenti tributari. Autore di articoli per riviste di settore e relatore presso associazioni di categoria.




