Bonifica Caffaro, lavori a rilento

La politica attende

“Nessuno si ricorda più del popolo inquinato, costretto a vivere vicino alle zone contaminate”. È il parere deluso dello storico ed esperto dell’ambiente Marino Ruzzenenti che per primo denunciò il disastro Caffaro e che scrisse a tutti gli enti della politica sul punto.

Secondo il Ministro Costa “è fondamentale l’acquisizione dell’area Caffaro. Oggi più che mai. Dico al Comune: facciamo presto. I fondi sono pronti, usiamoli e portiamo Brescia fuori da questo dramma. La situazione è così grave che l’area del SIN andrà ampliata”. I fondi sono 100 mln di euro da usare per le bonifiche delle zone inquinate, per riuscire a liberare Brescia da un incubo che è un problema enorme per la salute: la provincia bresciana è una delle più inquinate di tutta Italia.

L’appello della mamma attivista

Per oltre dieci anni i nostri figli hanno giocato sul cemento, perché l’erba era contaminata da PCB. La bonifica del parco scolastico è stato un successo fortemente sollecitato dai genitori e dai cittadini. Ma è solo un piccolo tassello, per avere una città e una provincia pulita”.  Stefania Baiguera, mamma e attivista del comitato che lotta per la bonifica delle zone bresciane inquinate dal PCB, non la manda certo a dire. Il 27 ottobre c’era anche lei, con altre centinaia di persone, a sfilare a Brescia nelle zone dei siti inquinati chiedendo alla politica di intervenire per le bonifiche necessarie per la salute dei cittadini.

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