Del Bono ‘chiude’ la movida. E l’economia? 

Facebook, le foto e il panico 

Le foto della ‘folla’ di Piazzale Arnaldo, alla fine, portano a minacce di chiusura e di limiti all’apertura dei locali. A Brescia nei giorni 23 e 24 maggio dalle 21.30 alle 5 del giorno successivo si chiudono tutti i pubblici esercizi e le attività artigianali alimentari. Qualche foto su Facebook ha fatto scattare il panico. Con buona pace dei commercianti e di chi lavora, che aveva appena riaperto e cercava di pensare che magari il peggio era passato.

Ma non aveva fatto i conti con le misure bianche e nere di chi decide, che sembrano ignorare la confortante esistenza del grigio. A onor del vero, Del Bono ha convocato un tavolo coi gestori dei locali per la prossima settimana. La speranza è che si lascino da parte le chiusure tout-court e si incentivi invece un contingentamento degli accessi.  

Il covid. E l’economia invece?

Si ha come l’impressione che si prendano misure esagerate per contrastare la presunta scarsa osservanza delle regole di distanziamento sociale. Oltre al fatto che ormai la libertà sembra diventata oggetto di un assurdo ricatto – basta una foto con prospettiva su Facebook per allertare sindaci, prefetti, governatori, anche premier e arrivare a ‘minacce’ di ‘chiudere tutto’ il fatto è che questi provvedimenti arrivano quasi ignorando cosa c’è dietro la c.d. movida. Bar, ristoranti, locali che lavorano, che sono fatturato sul territorio, che attraggono e che hanno dipendenti. 

Sì, quindi, al distanziamento ed al rispetto delle distanze. No alla follia di pensare di poter prendere in giro chi lavora con assurdi tira e molla che possono benissimo essere evitati. Come? Ad esempio contingentando gli ingressi nelle zone più piccole della città, come Piazza Duomo, Piazzale Arnaldo, piazza Loggia. Pensare che la soluzione sia sempre e solo il ‘chiudere tutto’ tradisce una scarsa attenzione al disastro economico che potrebbe arrivarci addosso senza che ce ne accorgiamo. Forse perché siamo tutti convinti che l’unica sciagura sia il covid-19. Ma non è così. 

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