Borse Internazionali chiudono in affanno, deludono i dati macro USA

La crescita economica USA delude, e le Borse internazionali ne risentono. Un pò quello che è – per altri versi – accaduto alle piazze finanziarie asiatiche, che sembrano aver subito le ripercussioni di tutti i timori determinati da una crescita cinese inferiore alle attese. Insomma, un calendario macro che non ha certo permette alle borse di poter beneficiare di una sessione di venerdì che avrebbe in altre misure essere molto più positiva, e che rischia di acuire le tensioni nelle prossime settimane.

Borse InternazionaliIn particolare, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico è emerso che i nuovi occupati sono passati dalle 208 mila unità del mese di marzo alle 160 mila unità di aprile, contro attese degli analisti di 200 mila unità. A poco, al fine di acuire le delusioni, è servito notare che a crescere positivamente è stato il ritmo di incremento dei salari, balzato in linea con le attese, con un + 2,5 per cento.

Il mercato del lavoro USA meno solido del previsto (per quanto, in fin dei conti, con un tasso del 5% si sia molto vicini alla piena occupazione) potrebbe fornire il giusto supporto per garantire un atteggiamento ancora più attendista da parte della Federal Reserve.

In un simile contesto, ad essere penalizzati sono quasi tutti gli indici internazionali, sebbene il passo indietro non sia eccezionalmente considerevole. Chiudono anzi in terreno positivo Francoforte (+ 0,22 per cento), Madrid (+ 0,15 per cento) e Londra (+ 0,14 per cento). Registrano invece un segno negativo Parigi (- 0,42 per cento) e Milano (- 0,45 per cento), che da inizio anno si conferma maglia nera dei principali listini europei, chiudendo il periodo con un saldo di – 16,69%.

Per quanto attiene infine le prestazioni dei principali titoli bancari, notizie interne ed esterne hanno permesso alle principali banche italiane di chiudere il venerdì in discreto rialzo: Unicredit sale dello 0,46 per cento (ma il saldo da inizio anno è negativo per il 40,33 per cento), mentre Intesa Sanpaolo cresce dello 0,27 per cento (ma da inizio anno sta perdendo quasi il 28 per cento). Bene anche Mps (+ 2,37 per cento), Ubi Banca (+ 1,29 per cento) e Bmp (+ 1,11 per cento). Chiude invece in flessione Mediobanca, – 0,86 per cento.

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