Donne sul posto di lavoro: Italia ancora indietro rispetto alla media UE

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Le donne svolgono ruoli fondamentali in tantissimi ambiti: dalla responsabilità all’interno del nucleo familiare fino alla conduzione di aziende e imprese di varia natura.

In Italia, il 52,2% della popolazione femminile appartiene alla fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni mentre, in ambito lavorativo, il 40% circa fa parte della popolazione aziendale. Purtroppo, nel nostro Paese il tasso occupazionale femminile è ancora inferiore a quello maschile. Le donne laureate che lavorano sono il 75%, mentre la controparte maschile è all’83,7%.

Nel 2017, le donne alla guida di attività economiche erano 1.330.000 (21,86% del totale), mentre quelle che occupano posizioni manageriali rappresentano solo il 27%.

E’ un dato, però, che dovrebbe essere maggiormente considerato: le donne, qualunque posizioni occupino, percepiscono guadagni inferiori rispetto agli uomini. Paragone alla mano, gli stipendi percepiti dalle donne sono inferiori del 18,8%; nell’Unione Europea, la media è del 16%. Altro dato riguarda le donne che hanno figli fino a 5 anni, le quali hanno meno possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro rispetto a quelle che non ne hanno: 45,8% contro un 53,2%, una differenza non di poco conto.

Infine l’aspetto manageriale, ossia la possibilità offerta alle donne di ricoprire posizioni chiave come quello di amministratore delegato: nelle società quotate in borsa, soltanto il 6,3% del ruolo è detenuto dalle donne.

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