Inflazione, Istat conferma: +0.3%, ma diminuisce su base annua

inflazioneI dati rilasciati dall’Istat confermano la crescita dell’inflazione: a maggio l’indice Nic dei prezzi al consumo è aumentato dello 0.3% su base mensile ma è sceso al tempo stesso dello 0.3% su base annua (era comunque -0.5% ad aprile). Il ridimensionamento della flessione su scala annua dell’indice generale dei prezzi è da attribuire all’inversione di tendenza subita dai prezzi dei tabacchi (+2%) e degli alimentari non lavorati (+0.4%).

Tuttavia se i prezzi tornano pian piano a crescere e l’inflazione coinvolge questi due specifici settori, resta indubbia la persistenza delle dinamiche deflazionistiche riconducibili nella maggior parte dei casi al calo dei prezzi registrato nel settore dell’energia: i prezzi dei beni energetici sono infatti diminuiti dell’8.4% rispetto all’anno scorso.

Per quanto attiene i prezzi dei prodotti alimentari, dei prodotti per la cura della casa e della persona, anche qui si è registrato un aumento dei prezzi dello 0.3% su base mensile e una variazione sostanzialmente nulla su base annua. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, invece, sono saliti dello 0.5% sul mese di aprile e scesi dello 0.6% su base annua.

La Coldiretti segnala che “per i consumatori i prezzi alimentari sono in aumento dello 0.2% mentre nelle campagne la deflazione continua a tenere duro, con una situazione che è precipitata per i raccolti e per gli allevamenti e con i compensi agli allevatori che non riescono neanche più a coprire i costi dell’alimentazione del bestiame”. La Coldiretti si dice quindi ancora molto preoccupata per il calo generalizzato dei prezzi che se per i consumatori sono motivo di una spesa più economica, per chi sta dietro, ossia per chi lavora nelle filiere produttive, si traduce invece in una diminuzione della forza di acquisto e nella contrazione degli investimenti.

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