La Polonia chiede maggiore partecipazione di capitale all’interno della BEI

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La Polonia ha chiesto di partecipare più attivamente nella BEI (Banca Europea per gli investimenti), controllata da 28 paesi dell’Eurozona, in nome di una crescente influenza economica da parte del paese. Attualmente, la BEI è in fase di ristrutturazione per preparare l’uscita del Regno Unito, principale azionista, la quale significherà una perdita di 39 miliardi di euro di capitale.

Secondo alcuni funzionari, la Polonia vorrebbe far fallire l’accordo tra i governi dell’UE per sostituire questo capitale, a meno che la richiesta di una maggiore partecipazione non venga ottemperata. Il Governo polacco non si limita a volere una maggiore influenza: vorrebbe che il capitale mancante venga sostituito con denaro fresco piuttosto che attingere alle riserve dei prestatori.

Attualmente la Polonia ricopre la decima posizione tra gli azionisti della BEI; ma con l’uscita del Regno Unito, scalerebbe fino al settimo. Quindi, il Governo chiede che questa crescente importanza si riflettesse in un aumento asimmetrico dei suo contributi in conto capitale.

Le resistenze a queste pretese all’interno dell’UE non sono certo mancate. In una riunione, i funzionari dei vari governi membri della BEI sostengono che i contributi ad un aumento di capitale dovrebbero essere proporzionali alle partecipazioni esistenti, e temono che questo cambiamento possa mettere in discussione l’ambita valutazione della tripla A della BEI. In poche parole, la Brexit non sta causando che una sorta di “ribellione” da parte dei nuovi membri dell’UE, i quali vorrebbero più voce istituzionale e maggiore peso economico.

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