L’OCSE avverte i paesi più forti: prossimo biennio all’insegna di una crescita più lenta

catherine mann ocse

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha dichiarato che il picco della crescita economica mondiale è stato raggiunto e dal 2019 in poi i paesi dovranno prepararsi ad una crescita più lenta. Le prospettive economiche enunciate dall’OCSE e rivolte ai 36 paesi più ricchi parlano di una crescita globale che dal 3,7% del PIL del 2018 passerà al 3,5% sia nel 2019 che nel 2020.

Gli Stati Uniti, indubbiamente lo stato principe dell’Organizzazione, avranno un rallentamento notevole nei prossimi due anni: il 2,7% nel 2019 e il 2,1% nel 2020, a fronte del 2,9% di quest’anno. Nella zona euro il rallentamento sarà dello -0,1% nel 2019 e dello -0,3% nel 2020, percentuali da detrarre dall’1,9% del 2018. Inevitabile anche il rallentamento per una potenza economica come quella cinese; il paese passerà dal 6,6% del PIL del 2018 al 6,3% nel 2019, fino al 6% nel 2020.

L’OCSE ha lanciato però un avvertimento: “I risultati potrebbero essere ancora più deboli se il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina non si attenuerà o avverranno interruzioni dell’offerta nei mercati petroliferi”.

L’economista Laurence Boone, introducendo il rapporto dell’OCSE, ha affermato che “alcune decisioni politiche stanno esacerbando molti degli ostacoli incontrati dalle nostre economie. Metterne sul campo delle migliori, costruite su una maggiore fiducia e apertura, è più che mai necessario per creare posti di lavoro, sostenere la crescita e migliorare gli standard di vita”.

Parlando del Regno Unito, l’OCSE è convinta che il paese dovrà affrontare un forte contraccolpo economico causato dall’imminente Brexit. Se non verranno raggiunti accordi forti e sicuri con l’UE, il 2% del PIL rischia di essere cancellato.

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