Progetti “controversi”: HSBC e altre banche tagliano i fondi

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HSBC, la più grande banca europea con sede a Londra, si è unita ad un numero crescente di istituzioni finanziarie per tagliare i finanziamenti ai progetti oilands.

Nell’ambito delle riforme della sua politica energetica, la HSBC non è più intenzionata a finanziare nuovi progetti di oleodotti. Interromperà anche i finanziamenti per nuove centrali a carbone. L’intenzione della banca è quella di affiancare quei progetti che guardano ad un’economia a basse emissioni di carbonio in modo responsabile e sostenibile.

Daniel Klier, capo del gruppo di strategia e responsabile globale della finanza sostenibile, ha affermato: “Riconosciamo la necessità di ridurre rapidamente le emissioni per raggiungere l’obiettivo fissato nell’accordo di Parigi del 2015. Accordo che punta a limitare l’aumento della temperatura globale a 2 gradi Celsius, e la nostra responsabilità di sostenere le comunità in cui operiamo, pertanto, è viva come non mai”.

In pratica, la HSBC non aiuterà finanziariamente il gasdotto Keystone XL e nemmeno l’espansione del gasdotto Trans-Mountain di Kinder Morgan, la cui costruzione è attualmente al centro di un conflitto tra British Columbia e Alberta.

Altre banche seguono la stessa mossa. Il gigante bancario francese BNP Paribas e la banca olandese ING hanno bloccato i finanziamenti verso le attività petrolifere; il Desjardins Group del Quebec ha sospeso lo scorso anno i finanziamenti verso nuovi progetti di gasdotti, revocando però la moratoria diversi mesi dopo.

Gruppi ambientalisti, tra cui Greenpeace e Rainforest Action Network, stanno facendo pressioni sulle banche di tutto il mondo per fermare i finanziamenti alle petroliere, nonché ad altri progetti energetici controversi come le centrali a carbone e le trivellazioni offshore nell’Artico.

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