Venerdì in rialzo per Piazza Affari: + 0,44%

Venerdì di chiusura al rialzo per Piazza Affari, con il Ftse Mib, principale indice di Borsa Italiana, che sale dello 0,44% a 17.729,45 punti. A spingere al rialzo il listino è stato principalmente il settore del lusso, che può celebrare le buone avanzate di Salvatore Ferragamo (+ 8,28%), di Yoox (+ 7,92%) e, in misura più contenuta, di Tod’s (+ 1,52%), e di Luxottica (+ 0,82%).

Borse InternazionaliIl contrastato settore bancario porta in dote ottime progressioni da parte di Ubi Banca, con un aumento delle quotazioni di mercato del 5,50%. Fanno bene, ma naturalmente meno della extra performance di Ubi Banca, anche Monte dei Paschi di Siena (+ 1,36%), Banca Popolare di Milano (+ 1,33%), Mediobanca (+ 0,93%), Banca Carige (+ 0,67%). Chiudono con il segno negativo, invece, Banca Popolare (- 0,04%), Unicredit (- 0,07%), Banca Popolare Emilia Romagna (- 0,14%), Intesa Sanpaolo (- 0,36%) e Banca Popolare di Sondrio (- 0,54%).

Tra le altre prestazioni degne di un cenno specifico, non possiamo inoltre non sottolineare la buona performance di Fca, in rialzo del 2,24% a 6,85 euro. Equita Sim, ha in merito sottolineato come anche ad aprile le immatricolazioni in Europa siano cresciute, e come il gruppo italo-statunitense abbia fatto meglio della media di mercato.

Segno positivo anche per quanto concerne il comparto petrolifero e gas, con Eni e Tenaris in avanzamento dello 0,37% e dello 0,09% rispettivamente, ed Erg che aumenta la capitalizzazione di mercato del 2,88% dopo aver pubblicato conti trimestrali che hanno battuto le attese degli analisti.

Uscendo dal comparto azionario, lo spread tra Btp e Bund chiude la giornata di venerdì invariato a 135,14 punti, confermando dunque i valori assunti dopo la pubblicazione del Pil preliminare del primo trimestre 2016 per l’Eurozona, che mostra una stabilizzazione: il Pil è infatti salito dello 0,5% nel trimestre, ed è cresciuto dell’1,5% su base tendenziale.

In ambito Forex, l’euro risulta in netto calo sul mercato dei cambi, sotto quota 1,13 sul dollaro. “Colpa” della pubblicazione dei dati Eurostat, che hanno ritoccato al ribasso le stime sulla crescita economica del primo trimestre, e della pubblicazione di dati Usa più solidi del previsto per quanto attiene il commercio al dettaglio.

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