Boeri su Piano povertà: “Necessario fare di più”

Tito Boeri su piano povertà: un passo avanti, ma non basta

È stato rilanciato ufficialmente il piano povertà, una misura contro la povertà che era stata fortemente voluta dal governo Letta nel 2011 e che partirà quest’anno, il 2 settembre 2016, con il nome di Sia, ovvero Sostegno per l’Inclusione Attiva: questo piano nazionale di lotta alla povertà era una misura attesa da tempo per consentire alle famiglie con gravi difficoltà economiche di riprendere fiato ma soprattutto di trovare un nuovo posto all’interno della società, anche quella lavorativa.

Boeri su piano povertàIl sostegno economico del Sia non è, infatti, solo un semplice sussidio, ma è vincolato ad un programma di inclusione sociale e lavorativa: le famiglie che potranno usufruire di questo sostegno dovranno quindi impegnarsi attivamente nella ricerca di un lavoro.

I requisiti del piano povertà sono sia di tipo economico che di tipo familiare: infatti, per accedere a questo contributo – che dovrebbe essere di circa 320 euro a famiglia nel 2016, ma il prossimo anno potrebbe raddoppiare – è necessario avere un’ISEE inferiore o uguale a 3mila euro ed almeno un minore, un disabile o una donna incinta in famiglia.

Un passo in avanti è stato fatto, ma per Tito Boeri, presidente dell’INPS, tutto ciò non basta: chiede quindi l’introduzione di misure di contrasto alla povertà ancora più importanti, per ‘fare di più in fatto di lotta alla povertà’.

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