Padoan replica a Berlino: “Nessuna richiesta di flessibilità a Ue”

Il ministro Padoan tenta di smorzare i toni che, nelle ultime ore, sono stati usati dalla Germania nei confronti dei Paesi anti-austerity.

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La polemica tra Berlino e Roma entra nel vivo. Giusto ieri Manfred Weber, capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, definiva “irresponsabili” i Paesi che si erano riuniti ad Atene contro le politiche europee in fatto di austerità.

Ma la risposta da parte del ministro Pier Carlo Padoan non si è fatta attendere, tanto che nelle ultime ore il titolare di Via XX Settembre ha detto: “Da parte nostra non c’è stata alcuna richiesta di flessibilità, perché come sappiamo la flessibilità è già stata concessa all’Italia, e noi non abbiamo intenzione di estendere questa richiesta ad anni successivi”. L’incontro tra i Paesi anti-austerity, ha precisato Padoan, è avvenuto “nell’ambito di una procedura che è normale quando si avvicina il momento di tracciare un bilancio”.

La discussione, secondo Padoan, non deve essere tanto incentrata sulla flessibilità, quanto invece “sulla strategia di bilancio, sulle sue evoluzioni, dimensione e contenuti e ho condiviso quanto ho già detto in pubblico, e cioè che ci terremo in contatto nelle prossime settimane quando arriverà il momento di fare chiarezza sui numeri legati a misure che costituiscono la struttura della legge di bilancio”.

Tra l’altro il fatto che Schaeuble abbia definito quel raduno come “poco intelligente” non andrebbe preso troppo sul serio: secondo Padoan, le parole di Schaeuble non erano rivolte agli altri Paesi Ue, quanto invece ai socialisti che avevano vi avevano partecipato e che in Germania sono avversari politici della Cdu (che infatti governa il Paese).

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