Lo stop domenicale dei negozi avrà conseguenze negative sul comparto lavorativo?

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L’intenzione manifestata da Di Maio di bloccare l’apertura domenicale degli esercizi commerciali ha già dato vita ai primi numeri ufficiali. “I posti di lavoro a rischio nell’intero settore sono 30/40 mila” afferma Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione. Sarà proprio così?

Il provvedimento legislativo annunciato dal leader del Movimento Cinque Stelle è ancora relegato nell’ambito teorico. Prima che diventi tale, bisognerà limare alcune divergenze sulle modalità del divieto. Mentre la Lega vorrebbe limitare l’apertura alle sole 4 domeniche di dicembre, più altre 4 nel resto dell’anno, l’M5S invece mira al limite delle 12 domeniche in un anno.

Introdotto nel 2011 dal governo Monti nell’ambito del decreto Salva Italia per combattere la crisi, eliminando ogni vincolo su orari e giorni di apertura, il lavoro domenicale riguarda soprattutto l’ambito del commercio, della ristorazione e dell’alberghiero. Attualmente, i lavoratori impiegati nei giorni festivi in questi settori sono 4,7 milioni, di cui 3,4 dipendenti.

Non solo gli esercizi commerciali “fisici” andrebbero incontro alla nuova limitazione: anche le piattaforme di e-commerce, come Amazon, potrebbero essere colpite, anche se resta un mistero come far valere il provvedimento dal punto di vista legislativo. A parte i numeri sopra esposti, resta sempre l’interrogativo sull’impatto reale che questo provvedimento avrà sul comparto lavorativo. Una cosa è certa: le polemiche non mancheranno.

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