Il venture capital italiano verrà salvato dal nuovo governo?

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Cassa Depositi e Prestiti cerca di attirare l’attenzione del governo che verrà investendo circa 100 milioni di euro in uno dei fondi riguardanti il Venture Capital. Il nostro paese occupa l’ultimo posto nel VC europeo, superato di gran lunga dalla Francia e soprattutto dalla Spagna, inferiore all’Italia per qualità e quantità economica. Le start-up italiane racimolano poco (dai 120 a 200 milioni di euro all’anno), mentre in Francia le cifre sono 10 volte superiori.

Non è questione di poca disponibilità di fondi, in quanto di soldi ce ne sono; il problema è che arrivano con estrema lentezza. Oltre a questo, manca anche il sostegno da parte dello Stato, cosa ben diversa nelle altre nazioni dell’UE.

Cosa dovrebbe fare Cassa Depositi e Prestiti per migliorare questa situazione? Rimodulare tutto a favore dell’innovazione:

  • Facendo diventare più stringente la destinazione degli investimenti, favorendo i VC e le start-up italiane;
  • Seguendo l’esempio del modello francese, attraendo sempre più investimenti dall’estero;
  • Trasformando i fondi in co-investimento, insieme agli investitori privati.

Quest’ultimo punto va approfondito. Le risorse andrebbero liberate, accreditando i soli beneficiari (tramite requisiti di innovazione, di onorabilità, professionalità, ecc..). Una volta fatto, Cassa Depositi e Prestiti deve soltanto raddoppiare le risorse private raccolte dagli stessi.

Sono ancora ignote le intenzioni in merito del nuovo governo (che dovrebbe entrare in carica a breve); l’unica cosa certa è che il tempo stringe e l’Italia è ancora relegata all’ultimo posto: mentre la Francia ha creato la “start-up nation”, nel nostro paese siamo ancora nel campo delle ipotesi.

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