Treni in ritardo, odissea dei pendolari bresciani 

Nella Lombardia dell’efficienza

Nella regione più innovativa e industriosa d’Italia, i problemi ai treni si fanno comunque sentire. E anche se la Regione Lombardia ha promesso nuovi ‘Caravaggio’, treni regionali veloci che dovrebbero collegare tutta la Lombardia, sui vecchi convogli che viaggiano sulle piccole tratte i problemi ci sono ancora, e si sentono. Li sentono soprattutto i pendolari che lamentano ritardi e soppressioni che causano disagi enormi, perdita di tempo e stress. 

Dopo l’incidente ferroviario di Pioltello che ha causato tre vittime l’anno scorso, adesso la tratta dimostra ancora tutta la sua inefficienza, con treni sovraffollati – specie nelle ore di punta, disservizi e problemi. 

Tratte al collasso 

La Brescia-Milano, che è una delle tratte ovviamente più battute e richieste, ha standard del 40% sotto quelli di affidabilità. Cremona e Parma, neppure a parlarne: del resto la tratta Brescia-Parma è una delle peggiori d’Italia secondo le statistiche. Il PD spinge per la liberalizzazione anziché per l’investimento, chiedendo che servizio di trasporto ferroviario regionale sia messo in gara. Ma non sono certo solo i regionali ad avere problemi.

I costosi Frecciarossa che dovrebbero collegare Venezia e Milano, infatti, sono costantemente in ritardo e nelle ore di punta anche sovraffollati. Secondo Massimo Lazzarini, portavoce del comitato ‘Sbiancalafreccia’, il “nodo di Milano al collasso e Rfi che non ha idee per il futuro”. E intanto, molti pendolari di Trenord si sono organizzati per una super protesta che avrà luogo a marzo del 2020, quando i pendolari in massa agiranno con un loro sciopero: non pagando l’abbonamento per un mese ma usufruendo comunque dei servizi. 

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