Ivass lancia l’allarme: le polizze dormienti rischiano la prescrizioni

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L’Ivass, nella sua ultima relazione annuale, ha chiesto attenzione per quanto riguarda le cosiddette polizze dormienti, ossia quelle non riscosse dai beneficiari e rimaste presso le agenzie. Il rischio concreto è quello della prescrizione. Se accadesse, le somme verranno devolute al Fondo Rapporti Dormienti istituito presso la Consap.

Dalla recente indagine fatta dall’Ivass è emerso che, incrociando codici fiscali degli assicurati e dati sui decessi, le polizze dormienti sono oltre 187.000 per un importo che ammonta a 3,5 miliardi di euro.

Entrando nei dettagli, 116.000 di queste polizze riguardano quelle di risparmio scadute, per un importo complessivo di 1,5 miliardi di euro. Quelle rimanenti sono relativi a contraenti deceduti, per un importo di circa 2 miliardi di euro, da cui bisogna poi estrapolarne circa 31.000 e che riguardano contratti a vita intera, ossia polizze senza scadenza definita e che cessano al momento del riscatto o con la liquidazione causa decesso dell’assicurato.

Utilizzando sempre il metodo incrociato codici fiscali-dati dei decessi, l’Ivass è riuscita a stabilire la somma che dovrebbe essere devoluta al Fondo Polizze Dormienti: 6.000 polizze per un totale di 54 milioni di euro, riferite al decesso degli assicurati verificatosi tra il 2007 e il 2010 e non comunicato alle società assicurative.

Ma come si fa a combattere un fenomeno di tale portata? Tramite nuove misure normative, adeguate procedure e un’attenzione maggiore da parte di contraenti e beneficiari.

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