Lo smaltimento delle Npl da parte dell’Ue: un piano fattibile?

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È difficile immaginare l’addendum della BCE alle sue linee guida sulle sofferenze dei prestiti che stuzzicano l’interesse di molte persone al di fuori dei corridoi governativi e delle istituzioni finanziarie.

I governatori europei vorrebbero che le banche locali particolarmente piccole vendessero immediatamente i loro prestiti, in particolare i mutui concessi alle piccole imprese. Questi prestiti o mutui saranno poi acquistati da investitori che non hanno legami con le persone che hanno sottoscritto un prestito o un mutuo. Dopo averli acquistati, cercheranno di recuperare tutto ciò che possono, magari attraverso cospicui sconti e, se necessario, attraverso gli organi giudiziari.

Ma ciò potrebbe creare un diffuso malcontento tra la popolazione. La cruda realtà di ciò che le cessioni di NPL comporterebbero per il debitore inadempiente non fermerà certamente la BCE nello smaltimento. I portafogli NPL pesano tantissimo su molte banche europee, limitando la crescita del credito e danneggiano il mercato economico dei paesi in cui sono presenti.

L’ordinamento delle NPL è anche un passo politico necessario verso un obiettivo più grande: la creazione del Sistema europeo di assicurazione dei depositi. È però improbabile che i Nord Europei accettino il rischio di questa condivisione, con le banche del sud appesantite dagli insoluti.

Lo smaltimento delle NPL non sarebbe una buona notizia per il sistema finanziario europeo. L’Italia è in questo momento il paese in cui l’argomento ha una particolare rilevanza; molti osservatori economici, oltre a spingere le banche italiane a scaricare gli NPL, vorrebbero che la stessa creasse un sistema legalizzato per facilitare gli investitori l’ottenimento di precise garanzie.

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