Bambini prematuri morti al Civile, ‘fu una fatalità’

Il procuratore archivia

Una fatalità, delle tristi coincidenze, e nulla di più sarebbero state alla base dei decessi dei neonati prematuri avvenuti all’ospedale civile di Brescia. Il pubblico ministero ha chiuso le indagini sui casi di decessi di neonati avvenuti a Brescia, chiedendo l’archiviazione.

I bambini, tutti prematuri, erano morti per cause diverse l’uno dall’altro: i loro quadri clinici erano compromessi, e tutti erano ricoverati nel reparto Terapia Intensiva al Civile, che dopo il picco di morti di prematuri nell’inverno scorso era finito nell’occhio del ciclone. I medici, tuttavia, non hanno alcun tipo di responsabilità nell’ambito dei decessi: lo ha deciso il pubblico ministero che chiede l’archiviazione al termine delle indagini preliminari.

Nessun nesso fra i decessi

I quattro bambini deceduti fra il 30 dicembre 2018 e la prima settimana di gennaio del 2019, quindi, non hanno avuto nulla in comune se non il fatto che il decesso è avvenuto in un lasso di tempo estremamente circoscritto e nello stesso reparto ospedaliero. Si era sospettato, inizialmente, che si fosse diffusa una qualche infezione letale che avesse causato la morte dei piccoli. Tuttavia le indagini e le autopsie hanno rivelato che la morte dei piccoli è stata causata da eventi differenti e non collegati fra di loro e in nessuno dei casi c’è una responsabilità riconducibile ai medici del reparto.

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